Roland Moreno e la nascita della smart card moderna

Roland Moreno, inventore della carta a chip, nel 1996

Roland Moreno è il nome che in Francia, e non solo, viene associato all’invenzione della carta a chip. Inventore autodidatta, giornalista, personaggio eccentrico e amante dei congegni più strani, depositò nel 1974 il brevetto che avrebbe aperto la strada alla smart card moderna. In questo articolo raccontiamo chi era Roland Moreno, come nacque la sua idea, che ruolo ebbe la società Innovatron e perché la sua eredità arriva fino alle carte di trasporto contactless di oggi.

Chi era Roland Moreno

Dal Cairo a Parigi

Roland Charles David Moreno nacque al Cairo l’11 giugno 1945. Negli anni Cinquanta emigrò in Francia con la madre e studiò a Parigi, dove ottenne la maturità scientifica; seguì poi per un anno corsi di scienze umane alla Sorbonne, pensando di diventare psicologo. Lasciati gli studi, tra il 1965 e il 1969 fece molti lavori diversi, prima di entrare nel giornalismo: fu reporter per il settimanale Détective, fattorino per L’Express e, dal 1970 al 1972, segretario di redazione della rivista Chimie-actualités.

Un inventore fuori dagli schemi

Fin da ragazzo Roland Moreno costruiva apparecchi elettronici, spesso volutamente bizzarri: una radio a galena a 13 anni, la “Matapof” per tirare a testa o croce, una macchina che faceva saltare i fiammiferi, un imitatore di canti di uccelli e il “Radoteur”, un generatore di parole nuove. Nel 1968, a 23 anni, apparve per la prima volta in televisione in una trasmissione dell’ORTF per presentare proprio queste invenzioni. Lui stesso le considerava quasi delle sculture, delle opere più che dei prodotti.

Il brevetto del 1974: nasce la carta a memoria

Dall’anello alla carta

Il 25 marzo 1974 Roland Moreno depositò in Francia il brevetto n. 74 10191. La prima idea non era una tessera ma un anello dotato di una memoria, da collegare a un terminale.

Ritratto di Roland Moreno, inventore della smart card moderna
Foto: Raphaël Labbé, Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 2.0

Una memoria protetta

Il cuore dell’invenzione era un concetto semplice e potente: dei dati custoditi in un circuito portatile, il cui accesso è controllato. Con la collaborazione di Jean-Pierre Leroy, Moreno realizzò anche il primo prototipo industriale di terminale di pagamento elettronico e le prime carte con chip nel formato di una carta di credito. Seguirono altri brevetti, come quello chiamato “Inhibiteur”, del 17 marzo 1975, che proteggeva una zona di memoria dalla scrittura. Il primo prototipo di carta a microcircuito e il suo terminale del 1974 sono oggi conservati al Musée national d’art moderne di Parigi.

Dalla carta a memoria al microprocessore

La carta di Roland Moreno era una carta a memoria: conservava dati in modo sicuro, ma non eseguiva programmi. Il passo verso la carta a microprocessore arrivò poco dopo con Michel Ugon e Bull CP8, una storia che abbiamo raccontato nell’articolo sulla storia delle smart card. Le due invenzioni sono complementari: Moreno mise il segreto dentro la carta, Bull le diede la capacità di calcolare.

Innovatron: vendere idee e licenze

Una società per le invenzioni

Già nel marzo 1972 Moreno aveva creato l’associazione Innovatron, trasformata a luglio dello stesso anno in società anonima “per vendere idee”. Dal 1975 Innovatron vendeva anche nomi di marchi e prodotti, inventati con l’aiuto del Radoteur, ma il suo obiettivo principale divenne lo sfruttamento del brevetto della carta a chip, concedendolo in licenza ai produttori.

Télécarte francese a chip da 120 unità, applicazione dei brevetti di Roland Moreno
Foto: Françoise Foliot, Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0

Le applicazioni: dalla Télécarte alla SIM

I brevetti di Roland Moreno e quelli collegati furono usati per la Télécarte, la carta telefonica francese a chip, e poi per la carta SIM dei telefoni cellulari, di cui spieghiamo il funzionamento nella guida su come funziona una carta SIM. In Italia, invece, le schede per le cabine rimasero a lungo a banda magnetica, come raccontiamo nell’articolo sull’evoluzione delle carte telefoniche prepagate. Secondo il Centre Pompidou, ci volle quasi un decennio dal brevetto prima che la carta a chip arrivasse nelle tasche di tutti i francesi.

I risultati economici

Innovatron non produceva carte ma concedeva licenze sui brevetti. Nel novembre 1995 Moreno dichiarò a Les Echos che i suoi brevetti avevano generato 500 milioni di franchi in vent’anni, annunciando nello stesso tempo un accordo di licenza con IBM. Moreno detenne anche una partecipazione nel produttore francese Gemplus, che cedette nel 2002, restando però alla guida di Innovatron.

Dal contatto al contactless: Navigo e Calypso

La collaborazione con la RATP

Quando i brevetti originali si avvicinavano alla scadenza, Innovatron avviò una collaborazione con la RATP, l’azienda dei trasporti di Parigi, per sviluppare una tecnologia di lettura a distanza. Da quel lavoro nacque la base del Pass Navigo, la tessera contactless del trasporto pubblico parigino. Il Centre Pompidou ricorda che Moreno è in parte all’origine anche della tecnologia contactless con lo standard Calypso. È un ponte diretto verso l’NFC e i pagamenti contactless, di cui parliamo nell’articolo su NFC e pagamenti di tutti i giorni.

La sfida sulla sicurezza

Nel 2000, dopo le polemiche sulle carte bancarie contraffatte, le cosiddette “yes-card”, Moreno lanciò una sfida pubblica: un premio di un milione di franchi a chi fosse riuscito, entro tre mesi, a scrivere un bit nella zona protetta dal brevetto “Inhibiteur” o a leggerne uno nella zona protetta dai brevetti “Comparateur” e “Compteur d’erreurs”. Il 16 giugno 2000 dichiarò che nessuno aveva trovato la soluzione.

L’eredità di Roland Moreno

Riconoscimenti

Roland Moreno ricevette il premio Eduard Rhein nel 1996 e fu nominato ufficiale della Legion d’onore nel 2009. Scrisse anche diversi libri, tra cui “Théorie du bordel ambiant” e “Carte à puce: l’histoire secrète”, pubblicato nel 2002. Morì a Parigi il 29 aprile 2012, a 66 anni, ed è sepolto nel cimitero di Montparnasse. In Francia una quindicina di strade portano oggi il suo nome.

Targa stradale di rue Roland Moreno a Clermont-Ferrand
Foto: TCY, Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0

Cinquant’anni di carta a chip

Nel 2024, per i cinquant’anni della carta a chip, il Musée national d’art moderne ha acquisito undici sue creazioni, tra cui il primo prototipo della carta e il terminale, e il Centre Pompidou gli ha dedicato la mostra “Roland Moreno. Du désordre créatif à l’invention de la carte à puce”, dal 3 giugno al 14 ottobre 2024. Secondo lo stesso Centre Pompidou, alla sua morte le carte a chip in circolazione erano stimate in 6 miliardi.

Perché Roland Moreno conta ancora oggi

Ogni volta che inseriamo una carta bancaria nel POS, accendiamo uno smartphone con la SIM o passiamo un abbonamento sul lettore della metropolitana, usiamo un’idea che Roland Moreno brevettò nel 1974: custodire un segreto in un oggetto personale e lasciarlo leggere solo a chi è autorizzato. Da quella intuizione è nata un’intera industria, in cui anche l’Italia ha avuto un ruolo con aziende come Incard. Gli altri capitoli di questa storia li trovi nella categoria Smart Card e NFC.

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